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Liturgia e vita…

Carissimi amici vicini e lontani;

la scorsa volta ci eravamo lasciati con le definizioni di Liturgia di Beauduin e Casel, due monaci benedettini che tra l’800 e il ‘900 diedero inizio al Movimento Liturgico.

Ora proseguiamo la nostra ricerca nel mondo della Liturgia e vediamo come il primo elemento costitutivo e specificativo della Liturgia è che in essa si attua il culto personale dello stesso Cristo, che per comunicazione diventa culto della Chiesa.

Va tenuto ben presente questo primo aspetto della Liturgia, poiché su di esso si fonda la sua nota assolutamente particolare: la Liturgia per sua intima natura, è sacramentale, essendo sempre segno di una effettiva presenza di Cristo.

Cristo ha reso culto al Padre in modo tale da rendere gloria a Lui e nel contempo da rendere degni noi di tributare noi stessi gloria a Dio. Cosicché il culto sacerdotale di Cristo comprende un secondo elemento: la santità dell’uomo che entra necessariamente nel concetto di Liturgia.

Poiché però la santità dell’uomo consiste in una trasformazione morale che è conseguenza dell’unione e partecipazione dell’uomo stesso a Cristo e ai suoi misteri salvifici attraverso i Sacramenti della Chiesa, cioè attraverso dei riti che attuano l’immagine o il simbolo stesso di Cristo santificatore, ne consegue che il RITO entra necessariamente come terzo elemento del concetto di Liturgia.

Da tutto questo derivano due conseguenze:

1) il culto liturgico in tanto è comunitario, in quanto è azione personale: in primo luogo di Cristo e poi della Chiesa con Cristo ed in Cristo;

2) il valore principale dei riti nella Liturgia non sta nella loro valenza psicologica, ma nella loro natura sacramentale: sono simboli ed immagini reali di ciò che rappresentano, per cui ci mettono in contatto con Cristo, cosi che noi possiamo rendere al Padre un culto identico a quello che Cristo stesso gli ha reso.

Di grandissima importanza è il fatto che la Liturgia prima di essere l’azione della Chiesa verso Dio, è l’azione di Cristo nella Chiesa. La Chiesa non nasce affatto da una semplice promulgazione della legge nuova, ma solo quando gli apostoli, andando per il mondo, battezzano nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo (Mt 28,19), così che gli uomini che credono siano salvi (Mt 16,15; cfr. At 2, 41).

 

Fra’ Riccardo G.