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Il tempo di Quaresima, sin dall'antichità, è particolarmente propizio e adatto alla crescita nella vita di fede e si offre ogni anno, come un'occasione per ritornare al proprio cuore, e dopo essere rientrati in se stessi, fare ritorno - come il figlio prodigo - al Padre ancora più prodigo in Misericordia. La stessa istituzione dei "sacri quaranta giorni" nasce dalla necessità di avere un tempo particolare nell'anno in cui preparare i Catecumeni al Battesimo, da ricevere nella Veglia Pasquale, e alla Riconciliazione dei penitenti la mattina del Giovedì Santo. La Quaresima è, quindi, un tempo di preparazione e di purificazione.

Il riferimento poi all'esempio dello stesso Signore Gesù, che passa quaranta giorni e quaranta notti nel deserto prima di cominciare il suo ministero pubblico, fa di questo tempo un periodo privilegiato d'impegno nell'imitare l'esempio del Salvatore non solo nella Preghiera e nel Digiuno, ma anche nei giesti più semplici e quotidiani improntati alla carità e alla tenerezza. Vi sono sue punti di riferimento fondamentali in questo tempo particolarmente sacro: Il Mistero di Cristo e il mistero dell'uomo. Tutto l'impegno sta proprio nel rendere possibile una sorta di compenetrazione tra il Mistero di Cristo e il mistero dell'uomo in vista di una profonda trasformazione della vita dell'uomo, chiamato a purificarsi ed entrare così in relazione con Dio secondo quanto ci è stato rivelato nel Mistero Pasquale di Cristo.

La Quaresima rinnova ogni anno per tutti i credenti la possibilità di riandare alle fonti della propria vita di fede e si asportare, mediante l'ascesi e la preghiera, tutto ciò che rischia di otturare i pozzi della Grazia (Cfr. Gen 26, 15)

La Chiesa c'introduce in questo viaggio chiedendoci di metterci in fila, l'uno dietro l'altro, per piegare il capo ed essere cosparsi di cenere al fine di aprire il cuore all'unica realtà che non passa e che nessun vento disperde: la generosa Misericordia del Padre.

Il viaggio di questo tempo sacro, che gli antichi ritenevano essere come la decima di tutto l'anno, è un vero esodo. L'austero simbolo delle ceneri in cui è significato il nostro essere "polvere" ci ricorda che siamo polvere di stelle a motivo dell'amore misericordioso di un Dio che "ha tanto amato il mondo da dare il suo unico FIglio".

Tutti abbiamo qualche motivo per cadere nello scoraggiamento e la Quaresima è una medicina contro ogni forma di delusione nei confronti della vita: possiamo ancora una volta ricominciare daccapo e credere che Dio sempre ci desidera "ardentemente" (Cfr. Lc 22,15). Tutto l'impegno di questi santi giorni, in cui non dobbiamo temere di riappropriarci anche ci alcune forme sensibili di ascesi, ha come fine - secondo una bella espressione del teolgo ortodosso Olivier Clément - il "risveglio dal sonnambulismo quotidiano". L'ascesi non è una negazione, ma un'educazione della sensibilità attraverso la rinuncia a un approccio superficiale e scontato di quanto la vita ci offre come dono e possibilità. Lungo questo tempo cerchiamo di aprire il nostro cuore alla conversione come atto di speranza e come luogo in cui possiamo manifestare il nostro amore per la vita che ci è stata donata e che esige, per sua natura, la volontà e l'impegno a crescere, a maturare, a migliorare.

La Quaresima è questo "momento favorevole" che ci è stato dato per "non accogliere invano la grazia di Dio" (2 Cor 6,1)

In un tempo in cui tutto sembra andare nella linea, persino esasperata, della riceca di se stessi, vivere la Quaresima è l'occasione per dare corpo al desiderio di risituarsi nella comunione con tutti i nostri fratelli e sorelle in umanità. Il desiderio, infatti, di essere interiormente  trasformati da Cristo e dalla Sua Grazia non può essere in nulla e per nulla separato dal desiderio forte che tutta la Chiesa, quale primizia dell'umanità rinnovata sia interiormente rinnovata e trasformata come sposa di Cristo, come sacramento e primizia di salvezza.

La Quaresima è certo un tempo di penitenza, ma non di tristezza; è certo un tempo di rinuncia ma non di musoneria; essa è il tempo della vigilia delle nozze in cui la gioia è vissuta nella forma della trepidazione, della preparazione e dell'abbellimento interiore. Lo dice chiaramente il Signore Gesù nel vangelo del giorno inaugurale della Quaresima: "ma tu profumati la testa e lavati il volto..." (Mt 6,17)

 

Fra' Riccardo Gallina o.f.m.